martedì 21 febbraio 2012

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Le bacio la mano, tenendola per un istante tra le mie: -La prospettiva di viaggiare al tuo fianco rende più dolce la sconfitta, Beatrice.
Si toglie i capelli dal viso con una carezza:-Sconfitta, Ludovico? Lo credi davvero? Non siamo forse ancora vivi e liberi di solcare il mare?
Le sorrido:-Hai ragione.
 Fratelli miei, non ci hanno vinti. Siamo ancora liberi di solcare il mare.



Disegni in ordine sparso



domenica 19 febbraio 2012

I Racconti dell'Oblio- Prologo

Raccontino che sto scrivendo, questo è l'inizio.


***
PROLOGO

Guidare di notte mi ha sempre fatto riaffiorare i ricordi più dolorosi.
Fu in una notte come questa che perdetti lei, la mia Angelica, una notte fatta di stelle e pioppi che davano sulla strada.
Persi lei e la parte migliore di me in quello squarcio di tenebra che dava sull'abisso.
Giocammo con forze più grandi di noi, al di là di ogni immaginazione quella notte.
Nonostante la cura con cui preparammo il rito i sigilli si spezzarono e il demone che per gioco avevamo evocato apparve e si portò via l'unica ragione della mia vita e, per quanto mi riguardava, l'unica motivo per cui, tutto sommato, valeva la pena che nessun dio misericordioso avesse spazzato via questo ammasso di terra casa di una umanità delirante e malvagia.
Mi ritrovai solo e disperato, soffocato dal dolore con le stelle uniche testimoni dello spettacolo mostruoso a cui avevo assistito.
Le stelle.. le perpetue spettatrici indifferenti delle tragedie dell'umanità.
E' passato un anno da quel giorno, un anno in cui ogni momento ho pensato a lei, al suo sorriso, ai suoi capelli dorati e ai suoi occhi preziosi... lei era tutto per me eppure non sono riuscito a proteggerla.
L'amore, il calore, l'abbraccio di persone amiche.. non sono più niente per me.
Mi muovo come uno spettro, sono un guscio vuoto che rotola verso un infame destino.
Stanotte ho deciso che le cose finiranno una volta per tutte proprio là dove ho perso lei.
Guido con il senso di onnipotenza di chi è già condannato a morire.
Percorro i tornanti senza timore di poter precipitare di sotto, il freno non ricordo nemmeno come usarlo, con una sicurezza mai conosciuta prima mi dirigo dove Angelica ed io ci ricongiungeremo una volta per tutte.
Riconosco il posto.
Gli alberi, le rocce persino i sassi mi sembra che siano nella stessa posizione di quel giorno, come se il mondo stesso si fosse fermato sconvolto dall'orrore che si materializzò davanti ai nostri occhi.
Non ho il coraggio di farmi saltare la testa o impiccarmi.
Ho deciso di morire dolcemente, opportunità che non è stata concessa ad Angelica, e per questo mi sono portato dietro una discreta scorta di sonniferi.
Preparo la dose e mando giù sicuro che tutto sommato una morte così è meglio di tante altre.
Chiudo gli occhi, le stelle che mi fissano ancora ansiose di vedere l'epilogo, l'atto finale della mia esistenza.
Realizzo che tutto sommato i demoni non sono altro che portali a loro volta, portali per dimensioni di orrore forgiate nella nostra paura e nel nostro terrore.
Sento il sonno mortale cingermi e appesantirmi le membra mi addormento sicuro che non riaprirò mai più gli occhi.
Apro gli occhi.
Davanti a me una dimensione celestiale eppure reale.
Ho cercato l'oblio per dimenticare.
Ho trovato Oblio, la città dei viandanti fantasmi, il regno sotterraneo costruito dalle ossa dalle ossa dei vivi di ogni tempo, la Venezia Spettrale dove tetri gondolieri trasportano i trapassati.
Oblio, regno dei morti ma vivo più che mai.


giovedì 16 febbraio 2012

Maledetti Vampiri


Questo è un breve racconto che scrissi tempo fa.
E' del genere dieselpunk (come lo steampunk è una ucronia solo che con una tecnologia simile a quella degli anni 30-40-50 più o meno) con qualche influsso horror.


***
Il cielo è grigio.
Ha un non so che di metallico mentre lo guardo.
Le nubi perpetue che escono dalle ciminiere delle industrie alla fine hanno vinto sul sole.
Sono anni ormai che non si vede più un raggio solare trapassare la corazza di particelle.
Il tasso di suicidi è aumentato vertiginosamente, le piante che ci nutrono ormai crescono solo in enormi serre, sorvegliate dal governo.
Gli alti palazzi svettano come torri nere su una terra malata e morente, monumenti metallici e di cemento della follia umana.
La Fortezza dell'Etere non è più visibile la notte come quando una volta solcava la volta celeste.
Le notizie che ci giungono dall'insediamento spaziale dicono che la terra ormai è circondata da una coltre spessa qualche kilometro, impossibile da spazzare via.
Ma quel che è peggio è che abbiamo risvegliato loro..l'antica razza sotterranea che popolò la terra in un'epoca in cui il sole era già stato oscurato.
Pallidi, con occhi scuri e profondi capaci di vedere oltre le tenebre, alati come pipistrelli e assetati di sangue.
Vengono in stormi, pronti a rapire sfortunati con la loro forza e velocità sovraumana e il loro gran numero.
All'inizio provammo ad abbattterli con la contraerea ma erano troppi.
Per quanti ne uccidevamo tornavano sempre in gran numero pronti a razziare la nostra città.
Maledetti vampiri.
Fu quando la situazione divenne insostenibile che i grandi piloti, veterani delle passate guerre vennero chiamati per reclutare noi ragazzini sbarbati.
Ricordo il primo giorno di addestramento, pensai di salire subito su un aereo e far vedere a quei bastardi quanto valevo ma mi sbagliavo.
Esercizi fisici e  un mucchio di teoria, lezioni su come orientarsi in un cielo plumbeo e senza stelle, meditazione per imparare a rimanere freddi e calcolatori anche nelle situazioni più disperate e per non cedere al senso di claustrofobia che poteva attanagliarti nell'aereo.
Poi cominciarono le esercitazioni con l'aereo.
Ricordo ancora la gioia che provai la prima volta che sentii il rombo del motore ad elica del mio aereo.
Erano aerei usati nella guerra precedente riverniciati con tinte urbane e armati con mitraglitrici, cannoni leggeri, lanciafiamme e arpioni adatti a massacrare le bestie alate.






Le sirene hanno cominciato la loro sinfonia di dolore a cui seguiranno le grida strazianti delle bestie e delle vittime.
Bevo un utlimo goccetto, preparo i sigari e li metto in una tasca per quando finirà la missione.
Il giubbotto di pelle nera mi aspetta sulla sedia, lo prendo e mi avvio verso la pista.
Il mio squadrone, i le ali di acciaio, è composto da 15 piloti.
Tutti sono più giovani di me io ormai sono un veterano, dall'alto dei miei 28 anni.
Finiti i formalismi militari saliamo sui nostri aerei pronti al massacro.
Mentre salgo ed entro nel cockpit non posso fare a meno di provare un immenso affetto per il mio destriero metallico.
Lo scoppiettio dell'avvio del motore mi porta via dai miei pensieri romantici.
Il gruppo, in formazione, parte compatto e decolliamo come angeli in assetto da guerra pronti ad annunciare la morte ai dannati mostri.



CABAL (Nightbreed)


Cabal è un film horror, forse poco conosciuto tra i più, che è stato stroncato dalla critica e snobbato dal pubblico.
Persino il suo regista, lo scrittore/pittore Clive Barker ha avuto da ridire riguardo a quest'opera, tratta dal suo romanzo Cabal.
Il titolo originale è Nightbreed e proprio dei figli delle Tenebre parla.
Personalmente, leggendo la trama, ho provato da subito un fortissimo interesse per il film.
Sarà che a me le storie che trattano di civiltà sotterranee parallele alla nostra, abitate da creature soprannaturali e delle fiabe mi conquistano sin da subito, ma ho trovato Cabal un piccolo capolavoro!
Cabal si regge su una mitologia viva, scolpita nell'orrore della carne, che affascina con la sua macabra bellezza.
La città di Midian, accessibile passando per le tombe di un cimitero, è abitata da strane creature, mostruose nell'aspetto, grottesche per i comportamenti e crudeli con i visitatori non desiderati.
Nonostante si professino creature delle tenebre e disprezzino l'innocenza il vero male si scoprirà presto è proprio della razza umana, i figli del sole.
Cabal è un horror di altri tempi, frutto del genio singolare di Clive Barker, originale e sentito.
Per chi come me sia completamente disinteressato alla produzione odierna del genere, che non parla più alle paure profonde dell'essere umane e a quel lato incoscio che ci fa temere il buio, Cabal potrebbe essere una piacevolissima sorpresa.
La leggenda di Midian che riecheggia nelle valli come un mito, una fiaba raccontata ai più piccoli quando si comportano male è più viva che mai e ben presto ci si dimenticherà della vicenda principale (che comunque è appassionante) rimanendo rapiti dalle atmosfere oniriche, romantiche, grottesche della città.
A coronare il tutto le splendide musiche di Elfman che regalano al film anche la suggestione sonora rendendo il mito di Midian immortale nelle nostre menti e nel nostro cuore.

Riguardo al profeta con il nome che comincia con la C

Visto che si parla solo dell'intervento di Celentano a Sanremo (che non ho visto non so di cosa parli, non mi interessa, non guardo tv da un pezzo) ecco il mio pensiero al riguardo: è inaccettabile che qualcuno si elevi a profeta del popolo (ma poi di che popolo si parla? di quello dei nuovi intellettuali da 4 soldi?).
E' inaccettabile che venga elogiata la finta generosità del suo gesto di devolvere in beneficenza i soldi del compenso.

Lo pagano con i soldi della RAI che, guarda caso, è finanziata da noi cittadini di sto stato parassita.
Grazie Celentano, sono veramente contento che prendi una cifra esorbitante dai soldi dei contribuenti e li devolvi in beneficenza.
Deve essere molto duro per te separarti da quella somma considerando che ne hai veramente bisogno.
Ah e mi fa molto piacere che anzichè sdegnarsi in massa e fregarsene invece tutti stiano attaccati alla tv per sentire quattro fesserie dette in modo da cavalcare le ondate di umore popolare.
E adesso basta perchè non è nemmeno giusto degnare di più parole l'evento, nemmeno se queste parole sono dette da uno sconosciuto.

martedì 14 febbraio 2012

Cosa leggerò quest'anno?

Visto che ho un caos mentale pazzesco per quel riguarda i libri con questo post vorrei cercare di creare un pò di ordine per quel che riguarda l'ordine di lettura.
Ormai sono a più della metà di Q e ho già pronto sul comodino il seguito Altai.
Non pensavo che Q mi potesse prendere così.. rischia davvero di rivaleggiare con Il Silmarillion in quanto a mia lettura preferita.
Dopo Altai vorrei dedicarmi un pò a Umberto Eco, rileggermi magari Il Nome della Rosa (di cui non ricordo niente), passando prima per Il Cimitero di Praga e poi per Il Pendolo di Foucault.
Ho adocchiato anche diversi libri di Stoker che vorrei prendere: La Tana del Serpente Bianco per ora è in cima alla classificata ma mi interessano anche altri, l'unico problema è la scarsa reperibilità.
A seguire vorrei leggermi anche qualcosa di Clive Barker visto che per ora lo conosco solo come scrittore di trame videoludiche e come pittore.. il primo Libro di Sangue appare quindi una scelta obbligata.
A fare da sfondo a queste letture già decise vorrei anche leggermi qualche tragedia di Shakespeare che ho visto solo a teatro... Macbeth, Amleto e Romeo e Giulietta sono quindi già pronte sul comodino.
Leggerò anche il primo romanzo di Alatriste e Il Maestro di Scherma.
Ho anche intenzione di leggermi ogni tanto i racconti di Sherlock Holmes... effettivamente può essere che finito Altai comincerò proprio i racconti e se mi prenderanno potrei anche mandare al diavolo i miei piani e dedicarmi solo a quelli.
A proposito di Stoker è da tanto che vorrei rileggermi Dracula... staremo a vedere!

Ah dimenticavo a queste letture si aggiungeranno anche biografie di personaggi storici come quella sul Principe Nero, quella su Carlo V, su Elisabetta e su Enrico VIII se ne trovo e magari qualcosa su Franesco Morosini, sulla battaglia di Lepanto, la Guerra delle Due Rose e quella dei Cento Anni e più in generale quel che riguarda il periodo che va dal 1400 al 1600...