Visualizzazione post con etichetta Poeti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poeti. Mostra tutti i post

mercoledì 25 aprile 2012

Grant Morrison e la Chaos Magic

Questo video è uno dei più interessanti per la rete in cui si parla di Magia del Caos.
A parlarne è Grant Morrison, scrittore di fumetti (e non solo) e mago.



The Books of Magic

Ho scritto qualche tempo fa la recensione di The Books of Magic opera bellissima di Neil Gaiman.
Chi volesse leggerla può andare direttamente qui http://www.dcleaguers.it/recensioni/the-books-of-magic/


lunedì 19 marzo 2012

Olio e Sangue di William Butler Yeats

In tombe d'oro e lapislazzuli
Corpi di santi e sante trasudano
Olio miracoloso, odore di viole

Ma sotto grossi cumuli di creta calpestata
Giacciono corpi di vampiri pieni di sangue;
Sanguigni i loro sudari, umide le loro labbra.



venerdì 17 giugno 2011

La poetica di Neil Gaiman

Adoro Neil Gaiman, dico davvero penso sia uno degli scrittori che meglio riescono a immergermi in una dimensione sognante e realistica al tempo stesso.
E' incredibile quanto di me trovi nei suoi libri e nei suoi fumetti.
E' il suo incredibile talento nel fondere dimensioni lontane, vere, verosimili, irreali o impossibili a renderlo un grande.
Aggiungiete la sua capacità di sovrapporre tutto questo ad una "normale quotidianeità" e capirete perchè è tra i miei scrittori preferiti.
Gaiman è come una gazza ladra: ruba idee e concetti provenienti dalla cultura classica, dalla mitologia, dal teatro, dalla cronaca e li unisce per creare la sua originalissima dimensione.
Se seguite il sottile filo che unisce The Sandman ad altre opere come Nessun Dove, American Gods, I ragazzi di Anansi, non potrete fare a meno di rimanere influenzati dalla sua poetica.
Antichi dei vagano sulla terra, ormai ombre sbiadite del loro antico potere, rigettate da un mondo vuoto, privo di quella visione mistica e intensa che invece una volta lo pervadeva.
Persone comuni e tuttavia speciali sono chiamate dal destino e troveranno dentro di loro il coraggio e la forza che le farà diventare degne degli eroi mitologici ormai dimenticati.
Come non si può amare alla follia tutto questo?
Ma se non bastasse le atmosfere create da Gaiman sono pervase dall'orrore e dal terrore dell'improbabile.
Chi può sapere quale sia il segreto del successo di uno scrittore?
Cosa si cela dietro gli occhiali da sole di un individuo?
Quale sogni pervadono la testa del nostro micione che dorme tranquillo davanti al camino?
E' incredibile, nonostante sia già passato attraverso queste  atmosfere provo tutt'ora curiosità e sorpresa ripensandoci.
Anche se ho adorato la trama, i personaggi, le atmosfere e la prosa di Gaiman forse quello che ho adorato di più è stata la sua capacità di raccontare una realtà diversa dalla nostra ma tranquillamente sovrapponibile.
La magia dei suoi scritti quindi non si ferma nelle pagine, ma si espanderà come un incantesimo, donandoci la capacità di vedere quello che ci circonda con un occhio diverso, forse leggermente più irrazionale ma di sicuro in grado di vedere oltre le porte della realtà, scavalcandola, dandole sfumature e toni diversi, ora caldi e avvolgenti ora freddi e cupi.
Lasciatevi quindi trasportare dalla poetica di Gaiman, abbandonate il regno della realtà, materiale , freddo e distaccato, guardate tutto con occhi nuovi e scoprite la magia che fuoriesce dalla parole ed entra nel vostro cuore.

Concludo ringraziando la mia stupenda ragazza, la mia lettrice e critica (ma è troppo buona, lo dico sempre io) numero 1!
Grazie amor mio, senza di te nemmeno la magia degli scritti di Gaiman basterebbe a rendere tutto magico e speciale come quando ci sei te!

sabato 11 giugno 2011

William Blake: visioni celesti e versi tenebrosi

Ricordo che da ragazzino, durante gli studi del liceo, adoravo letteralmente immergermi nei poeti inglesi.
William Blake
Lord Byron, Shelley (moglie e marito), Keats, Coleridge, Wordsworth e molti altri rappresentavano per me una valvola di sfogo durante le giornate di studio (mai intenso comunque, non temete!) e la noia giornaliera.
E' incredibile quanto mi sentivo vicino a questi poeti e allo stesso tempo lontano dai nostri autori, che trovavo noiosi, pesanti e assolutamente inutili.
Ora che ci penso lo penso anche oggi.
E così durante le mie ore di inglese per me era un piacere ascoltare la lezione.
Se ci penso, anche oggi ho rotto le scatole alla mia ragazza parlandole di questi poeti, e non di rado profetizzo per me la stessa fine che fece Pierce Shelley.
Comunque, il post in questione non è stato aperto tanto per parlare delle mie fesserie giornaliere, ma  piuttosto per parlare di uno dei miei autori preferiti William Blake.
Non starò a tediarvi con vita, morte e miracoli del poeta, per quello esiste wikipedia, ma voglio per lo più parlarvi del grande potere di Blake di evocare con i suoi dipinti e le sue parole, atmosfere ancestrali e visionarie.
The Great Red Dragon and the Woman Clothed with the Sun
Tanto per la cronaca, lo stesso dipinto che fa da sfondo al titolo del blog è un dipinto di William Blake, si intitola "The Great Red Dragon and the Woman Clothed with the Sun" e lo trovo piuttosto adatto al suo compito.
Blake in effetti in questo dipinto mostra la sua grande capacità evocativa.
Io personalmente lo adoro ma penso che questo si era già capito.
Nonostante adori il Blake pittore, non posso dimenticare che ho cominciato a conoscerlo grazie alle sue poesie che credo anche oggi siano studiate migliaia di scansafatiche a scuola.
La mia preferita, ed è anche una scelta banale lo ammetto, è "The Tyger"  facente parte dei "Canti dell'esperienza".
E' semplicemente sublime nel descrivere la ferocia e la pericolosità della tigre...
Per chi non la conoscesse eccola qui in tutto il suo splendore.


Tyger! Tyger! Burning bright
In the forests of the night:
What immortal hand or eye
Could frame thy fearful symmetry?
In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare seize the fire?
And what shoulder, and what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? And what dread feet?
What the hammer? What the chain?
In what furnace was thy brain?
What the anvil? What dread grasp
Dare its deadly terrors clasp?
When the stars threw down their spears,
And water'd heaven with their tears:
Did He smile His work to see?
Did He who made the Lamb make thee?
Tyger! Tyger! Burning bright
In the forests of the night:
What immortal hand or eye
Dare frame thy fearful symmetry?

Adoro questa poesia, anche leggendola è piena della potenza della tigre (per fortuna non ho detto dell'occhio della tigre).
Purtroppo la mia conoscenza non è andata molto oltre a quella scolastica ma, nonostante tutto, ho letto anche altre poesie.
Ed ecco la mia seconda poesia preferita, che non ho messo a pari merito con "The Tyger" solo per motivi affettivi.
Il titolo è "I saw a Chapel".
I saw a chapel all of gold
That none did dare to enter in;
And many weeping stood without,
Weeping, mourning, worshipping.

I saw a serpent rise between
The white pillars of the door,
And he forc’d & forc’d & forc’d –
Down the golden hinges tore,

And along the pavement sweet,
Set with pearls & rubies bright,
All his slimy length he drew,
Till upon the altar white

Vomiting his poison out
On the bread & on the wine.
So I turn’d into a sty
And laid me down among the swine.
Il serpente che vomita il suo veleno corrompendo l'altare è semplicemente un'immagine troppo attuale per non adorarla.
Blake insomma è stato un grande sognatore che ha avuto la capacità non comune di traghettare le sue visioni nel mondo reale.
Assolutamente consigliato a tutti!